lunedì 28 febbraio 2011

Le Officine di Pietrarsa: simbolo dell' ingegno meridionale ridotto a museo ferroviario

Lo stabilimento di Pietrarsa, località posta sulla riva del mare tra i comuni di Napoli, Portici e San Giorgio a Cremano, era una grande realtà industriale del Sud, la struttura sorgeva su trentamila metri quadrati di superficie in una posizione strategica che consentiva il trasferimento dei prodotti direttamente dal mare alla terraferma ed era considerato il fiore all'occhiello dell'industria metalmeccanica napoletana.
Tutto iniziò con l'inaugurazione della prima linea ferroviaria in Italia il 3 ottobre 1839, la tratta Napoli-Portici lungo 7 chilometri e primo tratto della linea che da Napoli portava a  Nocera.
Nel 1840 il re Ferdinando II di Borbone, fondò il  Real Opificio di Pietrarsa, specializzato nella produzione di macchinari a vapore e nel maggio 1841 venne inaugurata la linea da Portici a Torre del Greco. 
In questa struttura, che fu chiamata Reale Opificio di Meccanico e Pirotecnico, furono costruite non solo le prime locomotive, ma anche opere pirotecniche per uso bellico, costruzioni per la Marina, strumenti e opere d'arte. Alcuni esemplari di questa produzione artistica costituiscono opere di pregio, come i candelabri posti sulla scalinata principale di Palazzo Reale a Napoli e la colossale statua in ghisa, fusa in un solo blocco che troviamo all'ingresso, raffigurante Ferdinando II mentre dispone la fondazione dell'Opificio, si tratta di una delle più imponenti rappresentazioni realizzate con questo materiale in Italia.
Statua in ghisa di Re Ferdinando II di Borbone a Pietrarsa 
L'Opificio all'epoca costituiva un motivo di vanto, oltre che per essere stata la prima officina meccanica del paese, per la sua imponenza, tanto che fu visitato da illustri personaggi come lo Zar Nicola I di Russia e Papa Pio IX.
Nel 1860 Pietrarsa era l'officina metalmeccanica con il maggior numero di occupati in Italia, oltre mille, ma il suo destino si avviava verso il suo inesorabile decadimento con l'Unità d'Italia, quando lo stabilimento di Pietrarsa fu dato ai privati, privando allo stabilimento dell' assenza di commesse e di conseguenza alla riduzione degli addetti. 

Una brutta e vergognosa pagina di storia poco conosciuta e ricordata  accadde nell'Officina nell' agosto 1863 finita in strage, quando gli operai in sciopero, rivolgendo il loro malumore contro il direttore furono prontamente repressi e presi a fucilate da una compagnia di Bersaglieri e Guardia Nazionale.
Quattro operai uccisi e numerosi feriti, per il solo reo di ribellarsi ai licenziamenti e  alle innumerevoli soprusi perpetrati ai loro danni.
Pietrarsa così perdeva sempre più la sua importanza, arrivando ad essere declassata ad officina di riparazione nel 1885, facendo posto ad altre industrie che dovevano sorgere al Nord Italia.
La chiusura definitiva di Pietrarsa avvenne nel 1975 e l'inaugurazione nel 1989 del museo ferroviario in occasione del 150esimo anniversario della prima ferrovia italiana.