La forte sensibilità e responsabilità ai problemi ambientali nel Regno delle Due Sicilie, indusse il Re Ferdinando II di Borbone nel 1832 ad emanare un decreto, firmato dell'allora prefetto di polizia Gennaro Piscopo a tutela dell'igiene pubblica, che prevedeva lo spazzamento e l'innaffiamento delle strade, mediante il quale si faceva obbligo ai bottegai di quel tempo di ripulire lo spazio antistante ai loro locali.
Si effettuava la raccolta differenziata del vetro, primi al mondo, che veniva recuperato e riciclato, anticipando di circa due secoli l'idea geniale della separazione dei rifiuti per tipologia.
Napoli duecento anni fa ammirata e elogiata da visitatori per la sua bellezza e pulizia, governata dai tanto vituperati Borbone.
I nostri buoni amministratori, politici, hanno fatto meglio?
Oggi a distanza di 16 anni dalla prima emergenza, nulla è cambiato, la città è ancora sommersa dai rifiuti, abbandonati a marcire per strada, davanti alle scuole, con il forte rischio per la salute dei cittadini.