domenica 15 novembre 2009

L'emigrazione, viaggio verso l' ignoto


Con l'invasione dell' esercito Piemontese del Regno delle Due Sicilie, avvenuta nel 1860 senza dichiarazione di guerra, e con la conseguente unificazione forzata dell' Italia, si ebbe un consistente esodo di massa della popolazione meridionale.
Un Sud impoverito da una guerra durata circa dieci anni con circa un milione di morti, con la successiva crisi agraria, causa del minor costo dei cereali proveniente dall' America, per la chiusura di fabbriche trasferite al nord Italia, alla popolazione non rimase che trovare fortuna in un paese dove venissero accolti meglio dei "fratelli Italiani".
Le mete delle valigie di cartone legate con spago, riempite solo di quel povero abbigliamento e materiale che potesse occorrere furono Germania, Francia, Svizzera, e successivamente nei decenni seguenti negli Stati Uniti, e verso i paesi dell' America Latina, Argentina, Brasile, Uruguay.
Un grande esodo epocale per il sud, che portò milioni di meridionali ad emigrare, una tragedia negativa che dall' unità d'Italia, continua senza interruzione ancora oggi anche se in minor misura.
Purtroppo non sono mancate tragedie e incidenti sul lavoro di nostri patrioti, basti pensare quello delle miniere di monongah, negli Stati Uniti del 1907, di Marcinelle in Belgio nel 1956, e di Mattmark del 1965 in Svizzera, a causa di una valanga.
Ne approfitto nel mandare i miei calorosi saluti a tutti i meridionali che ci seguono da ogni angolo del mondo, che per vari motivi vivono lontano dal nostro amato ex Regno delle Due Sicilie.